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FOCUS

PRESTARE MOLTA ATTENZIONE: richieste di pagamento avanzate da soggetti privati estranei alla Camera di Commercio

Ci segnalano che stanno pervenendo alle imprese bollettini postali il cui contenuto può risultare ingannevole per i destinatari.

In particolare si avverte che eventuali richieste per versamenti relativi all'iscrizione a Repertori, Elenchi, Annuari, etc. oppure al "Repertorio Analitico delle Attività del Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Comunità Europea" non riguardano per nessun motivo il pagamento del diritto annuale che può essere effettuato unicamente tramite il modello di pagamento unificato F24.

Le Camere di Commercio non inviano mai bollettini di conto corrente postale per richiedere alle imprese il pagamento del diritto annuale e sono pertanto completamente estranee a tali iniziative che non riguardano in alcun modo gli adempimenti previsti per legge nei confronti del Registro Imprese e delle Camere di Commercio che non utilizzano queste modalità di comunicazione.

Bollettini e moduli ingannevoli: il vademecum anti-inganni dell'AGCM
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha pubblicato il vademecum "Io non ci casco!" per difendersi dalle indebite richieste di pagamento alle aziende. Il vademecum è concepito come strumento divulgativo a favore delle imprese, affinché esse siano informate e in grado di proteggersi dai tentativi di raggiri commerciali nei loro confronti.

Come tutelarsi

La Camera di commercio invita le imprese a:

  • leggere attentamente il testo dell'offerta ricevuta prima di apporre la propria firma;
  • prestare attenzione alle scritte riportate in caratteri più piccoli;
  • verificare attentamente se l'informativa sul trattamento dei dati corrisponde alla normativa italiana in materia di privacy.

Accertato che la comunicazione non proviene dalla Camera di commercio, l'impresa può effettuare una segnalazione (online o tramite modello cartaceo all'Autorità Garante della Concorrenza e del mercato.

L'AGCM avvierà un'indagine al termine della quale si pronuncerà sull'ingannevolezza o meno della comunicazione oggetto di segnalazione. Sulla base di tale pronuncia, gli interessati potranno agire a titolo individuale per far invalidare il relativo contratto e chiedere il risarcimento dei danni subiti. Gli interessati possono rivolgersi al giudice ordinario ai sensi delle norme del Codice Civile che vietano gli atti di concorrenza sleale.